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Fuori dal coro

Già da quando abbiamo 5 anni cominciamo a percepire noi stessi come intelligenti o meno, a giudicarci facendo paragoni con i nostri compagni. Diventa importante imitare comportamenti, espressioni e persino opinioni per sentirci integrati, per non essere da meno rispetto agli altri.
A causa di ciò sottraiamo prematuramente luminosità alla nostra identità.
Quando diventiamo adulti è estremamente difficile strappare quell’etichetta che apponiamo sull’errore, ignorare la critica e quei fallimenti quotidiani che sperimentiamo con regolarità e in cui restiamo spesso intrappolati. Si resta spesso aggrappati alle convenzioni e alle convinzioni di una società o magari di un sistema. 

Per questo pensare fuori dal coro non è solo una sfida con se stessi, è dimostrazione di audacia, ci obbliga a mettere da parte la comodità e la compiacenza. Ci richiede di sviluppare le nostre abilità o semplicemente di dar loro fiducia e non è facile, richiede tempo, volontà e disciplina, bisogna mettere da parte la paura di “cosa diranno gli altri” per trasformarci in quella persona che vogliamo davvero essere.

Chi pensa fuori dal coro osa anche vivere in modo diverso.

Ovunque ci voltiamo ci sono gli stessi prodotti, la stessa comunicazione, ogni cosa normata e uniforme, sotto il termine falsamente accattivante dell’armonizzazione di regole e di usi per non dire «annientamento del diverso». La tendenza sociale è quella di uniformare, di omologare il diverso, «il coro» vuole che le diversità vengano gradualmente annullate e che trionfi l’uniformità ma l’annullamento della diversità produrrà assuefazione, noia e scarso interesse alla vita. 

Quelli che oggi aspirano o fanno parte del “gruppo” sottraggono speranza ed energie vive a tutta la comunità.

Chi invece è «fuori dal coro» crede non solo nel rispetto del diverso ma nella necessità di questa varietà. Crede nella bellezza della diversità dell’altro, cerca di percorrere strade alternative con più fiducia nelle peculiarità e nella creatività delle persone, non solo tollerando le diversità ma apprezzandole e facendole ridiventare il senso della vita. 

Quando tutti la pensano allo stesso modo proporre idee innovative, avere opinioni alternative ci richiede di “osare” continuamente. Essere una “voce fuori dal coro”, saper andare controcorrente, saper dire di no alle imposizioni e passare al livello successivo, significa evolvere. Per il nostro sviluppo personale e sociale niente conta più di dare spazio a questo rinnovamento mentale. Credo che essere una voce fuori dal coro sia un primo passo per ripartire. Tanti singoli “io” che, messi insieme, contano più di quelli del “gruppo”

Come cominciare…

Possiamo cominciare a non prendere un’idea per scontata, ad analizzarla. Prima di dare credibilità a un pettegolezzo, mettiamolo sotto osservazione, mettiamo in dubbio tutto, impariamo ad andare oltre l’apparenza. 

Possiamo cominciare trovando il coraggio di dissentire. A volte non lo facciamo perché crediamo possa metterci nei guai o semplicemente per pigrizia, non diciamo niente e lasciamo credere all’altra persona di essere d’accordo. In questo modo non stiamo facendo un favore né a noi stessi né agli altri.
Esprimere la propria personale opinione, definisce la nostra individualità, la nostra capacità di avere idee proprie. Più che di difenderle si tratta di argomentarle in modo intelligente per arricchire il processo comunicativo e la relazione stessa che oltre a migliorare la nostra autostima permettere agli altri di conoscerci.
Pensa anche che apportare nuove idee può essere molto utile per offrire nuovi spunti.

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